Dolore e sofferenza non sono sinonimi

Se vivi con dolore cronico, qualsiasi esso sia, probabilmente hai pensato:

“Se mi fa così male, significa che il mio corpo è messo davvero male.”

È una conclusione che logica e diffusa. Normalissima.
Più il dolore è intenso, più immaginiamo che il danno sia grave.

Quante volte l’ho pensato anche io quando soffrivo con il dolore alla schiena.

Sentivo certo dolore ma c’era dell’altro.

Se non rispondevo ai farmaci, alle terapie, alle buone abitudini. Il dolore aveva qualche alleato.

Si perchè nel dolore cronico questa equazione non è sempre vera.

Quello che i saggi ci hanno sempre insegnato oggi la scienza ce lo conferma con i suoi studi precisissimi.

L’intensità dell’esperienza dolorosa non dipende solo dai tessuti, ma anche da come interpretiamo quel segnale.

Ed è qui che emerge una distinzione fondamentale:

Il dolore è la sensazione. Fisica, precisa, oggettiva


La sofferenza è tutto ciò che il cervello aggiunge a quella sensazione.

E confondere le due cose può farci sentire molto peggio di quanto sia necessario.

NO. Non sono sinonimi. Anche se spesso convivono insieme.

Dolore cronico: è davvero tutto solo dolore?

Quando senti dolore, quello che stai vivendo è interamente SOLO dolore fisico?

Oppure c’è qualcosa che si aggiunge:

  • paura
  • preoccupazione
  • rabbia
  • frustrazione
  • pensieri catastrofici
  • resistenza

Molte persone con dolore cronico non distinguono tra la componente oggettiva del dolore e tutto ciò che la mente e le emozioni aggiungono sopra.
Le vivono come un blocco unico.

Io ci ho messi anni e anni di lavoro sul mio dolore ma anche su di me per capirlo.

Il mio vissuto del dolore era in gran parte:

a) preoccupazione per il futuro con un ripensare a questo tutto il giorno.

b) rabbia di non poter fare ciò che volevo fare.

c) tristezza per dare pensieri alla mia famiglia, per costargli soldi di cure e trattamenti.

Ecco ciò che costruisce l’esperienza del dolore è la somma di tutte le nostre aspettative, i nostri preconcetti, le nostre preoccupazioni

Questo significa che l’intensità percepita non dipende solo dal tessuto, ma anche dal significato che attribuiamo all’esperienza.

Pensi che tutto questo non ha inciso nell’aumentare il segnale del dolore a livello cellulare, fisico?

La parabola delle due frecce: un saggio insegnamento tutt’altro che passato

Un insegnamento attribuito a Gautama Buddha descrive l’esperienza del dolore con una metafora semplice.

🏹 Prima freccia : il dolore

È il dolore fisico.
Quello biologico, neurofisiologico.
Un trauma, un’infiammazione, una patologia cronica.

È la componente sensoriale del dolore.

Ricordate? Le sensazioni.

🏹 Seconda freccia : la sofferenza

È la reazione al dolore.

  • La nostra resistenza “non voglio questo dolore”
  • Il rimuginio “perché proprio a me?”
  • La paura che peggiori “come farò se…”
  • La catastrofizzazione “andrà sempre peggio…” ” non ne uscirò più”

La seconda freccia non è un concetto spirituale e astratto.

È tutto ciò che ci mettiamo sopra noi al dolore.
Ed è coerente con ciò che oggi sappiamo sulle reti cerebrali coinvolte nel dolore e nello stress.

La prima freccia spesso non possiamo evitarla.
La seconda, sì.

E attenzione: questo è ciò che oggi sappiamo dalle neuroscienze.

Cosa dice la neuroscienza sul dolore cronico

Gli studi sulla pain science mostrano che:

  • Il dolore è un output (ciò che esce) del cervello basato su molteplici input (ciò che entra)
  • Paura e ansia aumentano l’attivazione delle reti neurali del dolore, aumentandolo.
  • La catastrofizzazione è uno dei fattori predittivi più forti di cronicizzazione.
  • Strategie di regolazione emotiva riducono la sofferenza anche quando il dolore fisico rimane.
  • Spengere il rimugino, l’overthinking, abbassa notevolmente la percezione del dolore.

Mindfulness, respirazione consapevole e tecniche di regolazione del sistema nervoso non eliminano magicamente il dolore.

Ma abbassano comunque l’amplificazione.

E nel dolore cronico credetemi, ridurre l’amplificazione è già una svolta clinica enorme.

Attenzione però…

Se dentro di te sta emergendo questo pensiero:

“Quindi è tutta colpa mia se sto soffrendo?”

Fermati.

Distinguere dolore e sofferenza non significa negare la componente biologica.

Siamo tutti fatti cosi. Di pensieri e di emozioni oltre che di sensazioni

è normale ma ….


Esiste una parte su cui puoi intervenire.


Si può imparare a regolare la risposta.

E questo cambia la potenza del dolore nel tempo.

Esercizio pratico per chi vive con dolore cronico

La prossima volta che senti dolore intenso, prova questo protocollo semplice:

  1. Dai un numero all’intensità del dolore fisico (da 0– a 10).
  2. Osserva cosa stai aggiungendo:
    • preoccupazione
    • rabbia
    • resistenza
    • anticipazione
  3. Dai un numero anche a tutto questo che è la sofferenza aggiunta ( sempre da 0– a 10).

Questa distinzione non serve a colpevolizzarti.
Serve a capire dove puoi intervenire.

Credimi lavorare sulla seconda freccia spesso abbassa anche l’intensità percepita della prima.

Nessuna promessa assurda …

Non posso prometterti una vita senza dolore ma…

posso assicurarti che riuscire a gestire la sofferenza cambierà di molto il tuo dolore.

Esistono molti approcci sia per il dolore che per la sofferenza e nessun approccio esclude l’altro.

Tutti funzionano in team nella grande squadra del benessere.

La strada per la salute è riuscire a trovare la propria via migliore. 

Questa distinzione vale solo per il dolore cronico?

Absolutamente No.

Provala su tanti altri ambiti:

  • conflitti relazionali
  • problemi lavorativi
  • tensioni familiari
  • difficoltà personali

Quanta parte è fatto oggettivo?
Quanta parte è la tua interpretazione personale?

Se non distingui le due frecce, combatti sempre la prima e alimenti la seconda.

e questo ti farà stare davvero male. Psicologicamente, emotivamente e anche fisicamente.

Ricorda 🙂

Il dolore può essere inevitabile.
Ma la sofferenza, che amplifica il dolore, è una scelta.

Non è una frase motivazionale.
È una competenza neuropsicologica.

Imparare a distinguere dolore e sofferenza è uno dei passaggi fondamentali per chi vuole uscire dalla spirale del dolore cronico.

Approfondimenti e risorse

Il dolore cronico è una grande opportunità per conoscersi meglio, per evolvere e per uscirne più forti.

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Fabrizia

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